sabato, 31 gennaio 2009
torno da una gloria in 3 km e una corsa sempre più spedita, nonchè un fisico super collaborante che mi ha fatto scendere dal tapis con ancora in corpo polmoni milza e tendini interi.
Con gli esami a breve io "perdo" mezz'ora ad ingolfarmi di corsa nella speranza che mi faccia sentire un po' meglio ( e infatti mi sento tremendamente meglio).
Oggi ho corso splendidamente, la migliore corsa della mia vita scadente di runner. E sull'onda di questo sollievo guardo con il solito nodo alle budella i libri che mi circondano perchè ne avrei uno minuscolo per l'Esame di Merda (quello che devo fare da una vita ma mi schifa a tal punto che lo lascio sempre lì) avrei una sequela infinita e stramba di materiale per l'Ignoto (devo ancora capire come in un esame di latino non sia richiesta la conoscenza del latino). E lui, il Malefico.
Ed io, che non faccio un cazzo del mio dovere e tu sai il perchè? ma noooo. Se non che sono stanca, e abbastanza giù di corda, e so già che il giorno 20 di febbraio mi starò scorticando a morsi tipo Apollo con Marsia.
Mi sono solleticata perchè pochi giorni fa ho fatto un esame per i crediti liberi (li ho finiti, almeno quelli) ho studiato pochissimo ma mi è andato sfacciatamente bene. E così la sera io vado nel mio solito letto, e inizio a pensare, a pensare ma se ma se ma se e per quanto io sia stanca mica dormo nooooo, sto lì a rimuginare, poco furba.
lunedì, 26 gennaio 2009
fanculo a me e alla mia testa bacata. Ho un miliardo di libri e non darò neanche un esame, il Malefico delle mille pagine meno che meno e ciò significa che andrò fuori corso di un altro anno ancora, ma ciò significa anche che io tra pochi mesi cerco un lavoro (non che abbia alternative) e vaffanculo
domenica, 25 gennaio 2009
x qualche arcano motivo mi sono svegliata a distanza di 7 ore da un incontro con amici di nome Gin Tonic, Havana Cola e Vodka Lemon con le ossa rotte.
Dio alcool.
Ho i muscoli tutti duri e dolenti.
Ho fatto boxe con il materasso?
Sono incazzata abbestia. E' vero che ho splendidamente perso tempo, ma non ho trovato il tempo necessario per studiare, e solo dio sa quanto mi manca ancora per considerarmi pronta per questi esami imminenti (se non ne do neanche uno sono finita. Perchè in giugno dovrei darne tipo 6, ed io più di 3 non sono mai riuscita a fare). Così ho il magone da esame fantasma ed i nervi tesi per colpa di chi mi fa perdere tempo e non m i fa studiare (a parte me stessa logicamente).
E che tedio.
Chissà perchè ho i muscoli rotti. Sarà l'ansia, ma va?
lunedì, 19 gennaio 2009
ah! Le piace il film! ta-daaaaaaaaaaaaan.
E allora.
Prego perchè mia dipendenza psicologica finisca.
Nel frattempo si cincischia, chissà che mi prenda un crampo alla vista. Darò esami questa sessione o sono così ridicola che non farò un cazzo e mi ritroverò con i dottorandi estivi ed io ancora lontanissima dalla meta?
Ho un'orario critico, attorno alle 16 del pomeriggio mi piglia una depressione acuta come se ci fosse troppo silenzio, fossi troppo sola, con compiti troppo tristi -studiarestudiarestudiare-.
Sono cotta, leggo troppo. Leggo anche ciò che non dovrei leggere, per la salute dei miei esami.
Eh, salute.
Le analisi del sangue come al solito dicono *non abbastanza*. Mi sento presa per il culo. Ho qualcosa che non va ma quel qualcosa non è abbastanza perchè siano previste cure. Solo farmi perforare il braccio da una bionda incapace che mi ha preso un nervo e paralizzato per tipo un'ora (che male per una puntura!!!)
Ogni tre mesi. Vabbè, c'è di peggio, ma mi pare che tutta la mia banale esistenza si articoli attorno al *non è abbastanza*.
In cosa sono abbastanza?
Ah.
giovedì, 15 gennaio 2009
Ho preso un treno e sono andata a Venezia. Ho ciarlato con due ragazze per molto tempo e sono stata un gran bene, almeno oggi, graziegraziegrazie
martedì, 13 gennaio 2009
Tom Jones - If he should ever leave you + Muse attawallah [che non è la canzone ma lo slang di *a tavoletta*, suppongo]
il mio livello di endorfine e tutti altri ormoni cazzuti che ti sollevano l'umore si sono placidamente addormentati due ore fa lasciandomi a brancolare tra 4 muri con addosso i pantaloni del pigiama e la vestaglia (tenuta da casa). Così sono uscita in terrazzo con questo freddo cane a fumarmi una sigaretta in santissima pace e, non contenta, ho disdetto la mia finta "dieta equilibrata" (risata, prego) e ho consumato svariata cioccolata kinder nel tentativo di uscire dalla frustrazione.
Ho la tastiera appoggiata tra pile di libri infiniti. Ho un malloppo di materiale per l'imminente Filologia, il solito Esamedamillepagine (progressi, sono arrivata quasi a metà del 1500, a dir la verità a Clemente VII, e sono stata un tempo infinito a sbrogliare un'opera del Parmigianino) nascosto da qualche parte.
Ogni tanto cado. Ma proprio vado giù e mi spezzo. Mi guardo attorno, a quello che devo fare e mi spezzo. Nonostante questo, io domani mi recherò in ospedale, consegnerò le mie urine sporche e darò il mio sangue per farmi ripetere che tutto sommato sono viva e vegeta, nonostante questo andrò a dormire i miei sonni profondi e domattina sarò in piedi alle 7 e mezza, come al solito, stanca di sentirmi mulinare contro l'inedia, sopportando, tentando di rinvigorire il mio senso del dovere.
Avrei potuto chiamare la Cheerleader ma ho un orgoglio e manca la voglia autentica nel sentirla. E cazzo, dovevo studiare oggi pomeriggio (bananeeee).
Mio fratello è in debito con la banca di quasi mille euri, mia madre vorrebbe comprarsi una macchina e non può e mio padre come al solito ci ha abbandonati al nostro destino.
Mille euri tutti insieme io non li ho mai visti.
lunedì, 12 gennaio 2009
merda
domenica, 11 gennaio 2009
vorrei non cantare *là sui monti con annette* quando litigano, vorrei smetterla di borbottare cento volte al giorno che *però non è giusto* vorrei essere meno amara e con meno rotture di coglioni, vorrei non fare le cose per forza e vorrei non aver pensato all'improvviso e senza motivazione se non con mezzo litro di havana in corpo che Lei mi manca. Così, come se fosse morta e avessi avuto un flash back. Grazie e buona sera.
mercoledì, 07 gennaio 2009
Muse/Paramore
Non posso farmi mangiare dagli esami, dall'ansia e da famigliole amare,
serve diversivo, grazie! (e rivoglio il mio sub perchè ascoltare la musica attraverso 20 buchini nel monitor mi fa venire l'affanno)
lunedì, 05 gennaio 2009
Pregherei la Festeggiata del giorno, tu sai a chi mi riferisco, di non leggere quanto scritto qui sotto ma di provare a festeggiare un buon compleanno :)! Però mi sembra di dire un sacco di fregnacce. Forse perchè so certe cose. Ma boh.
Penso che una persona prima o poi crolli. Ho la speranza, che una persona prima o poi a forza di sentirsi trapanata nei sentimenti ceda, trovi una buccia di banana lungo il percorso e che resti lì, con le ossa ammaccate, e che stia per terra dio santo. Se uno crolla vuol dire che sente, che c'è, che non ce la fa e che se si stende per terra e non si alza più, ha un problema. Io invece no. Io mi nutro di una sfilza oscena di delusioni e amarezze ma sto in piedi, sono come i gatti, cado sempre in piedi. Io non sto per terra, no, ho tutte le mie cazzo di scorciatoie. E questa non è forza, è incoscienza, è farsi di morfina a 12 anni e continuare in questo stato di torpore, di vuoto e di Nulla per tutta la vita.Gli uomini mi creano dei problemi.
Il fatto che oltre a quello che si chiama Padre ho anche uno che in teoria si chiama Fratello e che fra i due non so chi sia peggio, mi crea problemi perchè questa è casa mia, e io a casa sto male da una vita, perchè Fratello e Padre farebbero prima a cospargermi di benzina e a darmi fuoco piuttosto che trattarmi così E' brutto sentirsi insultati. Davvero. Quando uno con pretese di parentela di urla addosso disprezzo, cerca di umiliarti, ti vomita in faccia una sequela nera di insulti. Io sono dell'idea che a meno che non ti sia stato fatto un torto *enorme* (classificati sotto le voci: tradimenti, omicidi, furti) niente, NIENTE ti giustifica nell'insultare una persona, MAI. In proporzione a quanto questa ti è cara. Più le vuoi bene, più nei momenti di rabbia dovresti ingoiare tutto, ma vedo che la penso così solo io.
E quindi io aspetto di cadere per terra, di fare un esaurimento, di ammalarmi, di diventare pazza, di avere una scusa buona per non dover più fare il mio dovere ma sentirmi finalmente una vittima, mettiamola così, perchè finchè sarò fatta di marmo e dentro mi sentirò rivoltare fino all'ultima budella e quindi sembrerò come sempre solo apparentemente uguale agli altri, mi sentirò sempre in difetto, ed io cazzo vorrei lasciarmi andare, in quel sogno ricorrente dove tra tutti i libri, gli esami, i fallimenti e tutto il resto, mi stendo per terra e resto lì finchè non rinsecchisco come una prugna e perdo gli occhi e le orecchie per sentire e vedere quello che mi è attorno, restare lì, a mangiare la polvere, fine.