lunedì, 24 novembre 2008
Diciamo la verità:
La neve in città non va bene. Credevo che avrei vissuto in un'adolescenza perpetua che in verità non è mai cominciata e come mi è finita la scuola sono finite cose mai iniziate e sono iniziate tante cose, alcune delle quali pessime. Tra cui, lutti. Forse è meglio non specificare perchè mi fa un po' orrore.
Dico che sono infelice, da sempre. Che vorrei che qualuno mi salvasse. Vado avanti all'università per inerzia. Vado all'ospedale perchè mi hanno detto che *nel peggiore dei casi chemioterapia ma basta curarsi* e non sto lì a spiegare cos'ho di medico che non funziona, perchè non mi preoccupa minimamente e allora mia sorella mi ha appena appena detto che io mi autorigetto.
Allora dico che dentro di me c'è una crepa, corta davvero, infetta, con un sacco carne in abbondanza ai lati che non riesce a legare e cicatrizzare, e dentro questa crepa corta e fonda ci si annidano le larve e le mosche. E allora è una vita, una vita che cerco di capire cos'è e perchè. E soprattutto, cos'hanno gli altri che a me manca. E così mi trovo simpatici diversivi, una marea di palliativi, la mia pazienza di santa in verità è una rassegnazione che sa di vecchio, quando nel vuoto enorme che ho sotto i piedi arrivo ad incazzarmi con Lei perchè se solo avesse scelto una vita più simile alla mia ora come palliativo e diversivo avrei lei ma mi piacerebbe davvero tanto perchè è l'unica persona che per quanto folle non mi abbia mai fatto sentire quel rimbombo che mi rimbalza attorno. Mi incazzo perchè mi è insostenibile la vista di due amiche che ridono su un motorino.Mi incazzo perchè ora Lei è divisa in due e perchè posso metterci tutto l'impegno, ma non sarà mai come una volta e mai come avrebbe potuto essere. E quel vuoto si allarga perchè penso A Come Sarebbe Se. Perchè non sono autosufficiente. Sono invalida al 50% perchè non so prendermi cura di me stessa e arrangiarmi e allora sono della categoria infima e nevrotica che si appoggia passivamente alle piante morte pur di non camminare da sola. E vedo mia madre che ha vizi strani di bambina e che fa i lavori di merda, perchè a lei basta farne tanti e fatti male e vorrei che mia madre mi facesse guidare la sua macchina, che si godesse i soldi che ha, che se una cosa è sporca la buttasse a lavare, vorrei che fosse arrogante e piena di sè e che se deve usare la scopa che non si spazzoli sui piedi per non pulire un'intera cucina.
Mi fa venire crisi di pianto, un pianto che giuro non faccio mai ma me lo tengo come un groppo in gola, il fatto che incontro tante persone tutti i giorni e non ce ne sia una, e dico una di cui mi possa davvero fidare. Una che sia amica. Perchè il mio essere solitario si è accentuato e col tempo sono diventata una penosa persona che ogni tanto straparla con la bocca secca perchè teme di non essere ascoltata del tutto.
Una che dice, a che scopo. E allora faccio schifo, perchè sono disperatamente sola con la mia crepa nel fondo di un buco enorme a rosicarmi d'invidia su quello che gli altri hanno ma io no, a pensare Come Serebbe Se, a colpirmi la testa con i pugni perchè ancora adesso non sono arrivata da nessuna parte, neppure di un passo.
venerdì, 14 novembre 2008
io mi fisso patologicamente sulle cose e ogni tanto vi scarico ogni mia mania perfezionista. Tipo:stira. Stendi. Gli stendini. Li vedo e ho voglia di metterci le mani. E poi il profumo. Cerco ossessivamente il MIO profumo, deve sapere di pelle calda, di donna, di inverno, di qualcosa di fruttato e non lo trovo. E sono sola come un cane da tanto tempo. Perchè? Perchè sto bene così, ma non è giusto
lunedì, 10 novembre 2008
sogno: tutti al ristorante, compreso il Lui (che Lui non è, ma lasciamo la filosofia da parte). Finito di mangiare.
Stiamo uscendo all'improvviso mi scappa una pipì terribile. Dico loro: aspettatemi, torno subito. Sono in tanti, sono sempre i soliti.
Vado in bagno, torno, non c'è più nessuno. Telefono e la risposta è che loro sono andati avanti e posso benissimo tornare indietro da sola. Ma io sono nel parcheggio, da sola, in mezzo ad una montagna e non so dove sia casa mia e così inizio a piangere, lì, e anche quando mi sveglio.
buon dio, sono pietosa.
Pietosa, cerebralmente piatta, spaventata e sociofobica. Io e la mia pallosa esistenza ci siamo prese per manina e ci siamo attorcigliate l'una con l'altra così da gettare definitivamente la spugna e non progredire nemmeno di un passo.
Sono pietosa perchè non studio (cazzocazzocazzo!) provo a fare schemi e a leggere pagine ma manco di qualsiasi forma di vita dentro la testa, c'è il mutismo, neppure i miei pensieri hanno più l'audio. E' tutto in sordina. Sono appunto cerebralmente piatta perchè dovrei vivere dell'adrenalina dello sprint Mancano-Meno-Di-Dieci-Esami e invece mi sono spenta. Sono spaventata perchè sono un'infelice del cazzo, una grandissima, profondissima depressa del cazzo mai guarita, faccio finta di niente da quando ho 12 anni e così facendo sono arrivata ad oggi, dopo infiniti pensieri di suicidio, dopo i tagli e le bruciature, dopo aver passato due anni interi della mia vita ad ubriacarmi fino a strisciare minimo due volte a settimana -forse oggi è la norma, ma 5 anni fa ero una visione orripilante-. E continuerò a far finta di niente, finchè un bel giorno non mi deciderò ad inflare la testa nel water e morire affogata. Strozzata dall'acqua sporca di un cesso.
Ed io cosa faccio da un po' di tempo a questa parte? Faccio sport, quello sì. Vado a lezione. Lavoricchio. Sto immobile con il fiato in sospeso. Impiego il mio tempo in azioni utili quali stirarelavarepulireaspirare.Fisso i libri con l'occhio sbarrato e la sensazione di essere ubriaca davvero. E, soprattutto, guardo continuamente ed ossessivamente Grey's Anatomy.
Giuro.
Sono pietosa! Mi impedisce di pensare, mi piace da morire, fingo di avere qualcosa di decente che mi aspetti dentro o fuori dal portone di casa, fingo di emozionarmi, fingo. Lo guardo in continuazione e smetto di respirare così entro lì dentro e tutto il resto mi fa meno schifo.
Ho 20 anni. Passati, a dir la verità.
A 20 Anni Passati, dovrei avere uno straccio di amico, dovrei aver voglia di vivere, dovrei studiare e lavorare, dovrei fare, invece sono un'handicappata, una cerebrolesa ferma all'età di 15 anni che vive di relazioni vuote e completamente inutili, una che tribola, che si riempie le giornate di cose assolutamente senza senso, una che ha voglia solo di fumare e di bere stop,una che fa pena, perchè guarda un serial tv pensando che tutte quelle cose magnifiche che vede le può vivere passivamente anche lei, una merda. Una merda. E dirlo, ieri, oggi, domani, qui o in altra sede, non servirà a un cazzo, perchè sono e resto pietosa.
martedì, 04 novembre 2008
penne, libri, schemi, pagina 46, firenze rinascimentale, fogli bianchi, temperino, pallosissimi bambini tra mezz'ora,pallosissima mamma dei bambini questa sera, palestra (domani) pioggia, tantissima pioggia da ieri sera finora che scroscia come un doccia e mi urta i nervi, pochissima benzina, bisogno della macchina, totale assenza di soldi, totale mia mancanza di coraggio nel prendere il telefono e rimettermi in lista per lavorare il fine settimana (lo so che sono un cretina, ma quel lavoro è odioso). Ultime tre puntate di Grey's Anatomy, cereali in bocca, isterismo da sabato sera, scontentezza perchè vorrei colpire il retro delle ginocchia di molte persone, e mentre sono a terra aprir loro la bocca e infilargli un lanciagranate carico, di quello che fa FLUP quando spara.
Dovrebbero essere miei amici, dovrebbero essere miei consanguinei, dovrebbe essere il Lui, mi pare che qui nessuno sia niente per nessuno.
Pioggia,
pioggia,
pioggia.