giovedì, 31 luglio 2008
fa caldo. Voglio l'inverno. Sono tutta con i nervetti accavallati ed i polpacci doloranti. E voglio l'inverno. Ah no, l'ho già detto.
lunedì, 28 luglio 2008
Mi dichiaro in depressione.Tra poco mi poserò sul fondo e inizierò a grattare anche quello: ma che cazzo ho? Mi sento una merda.
Ieri sera ad una cena di parenti di Lui, mica miei, mi sono ritrovata come al solito, come sempre, lasciata lì. A me è la solitudine totale che mi ammazza. Quando erano tutti vicini, tutti avviluppati, ed io lì a parlare con una persona che neanche mi guardava negli occhi e che ha risposto con pochissimo interesse ad 1\4 delle cose che ho detto (già gran poche, raramente soffro di logorrea e sono più le volte che sprofondo in terribili silenzi) ((....ed evidentemente non sono ancora abbastanza, per cui mi attacco il post-it in fronte *non devo parlare*)).
E poi, ecco, una delle tremende cazzate che più mi si addicono, premettendo che non sono una romantica e anzi, alzo la mano per la piena autonomia delle persone e gli appicciosetti mi fanno venire il vomito: siamo un piccolo numero di coppiette giovinastre e anche carine, che si mettono addirittura a ballare santo cielo e chi è l'unica cretina che si aspetta un minimo di comprensione e di attenzione che vorrebbe perlomeno sentirsi un po' cagata? (evviva i francesismi) io.
Gli unici seduti ad una distanza astrale di svariati chilometri eravamo noi. Gli altri, ballavano. [questa è una metafora della mia squallida esistenza]
[e poi c'erano due cretini che mi facevano venire i conati. Bellocci e firmati, poco più grandicelli della sottoscritta, sempre in un angolo, manina a manina, con gli occhietti languidi, hanno ballato scalzi e appartati, sempre attaccati e sempre lì a guardarsi. Dio santissimo, prenderli per la nuca e farli rimbalzare fronte contro fronte con un rigagnolo di sangue giù per la faccia per dar loro una sonora svegliata era ancora troppo poco]
Ovviamente Lui si era già fatto il giro dei tavoli parlando e sfumacchiando con tutti e senza minimamente stare là ad accertarsi che io fossi ancora lì e non sul fondo della piscina a tentare di affogare. E' questo che io detesto. Il totale disinteresse. La non vicinanza. La persona accorta che vede che sto male e tenta di starmi vicino. Invece, una frotta di stronzi che neppure mia sorella prova ad elemosinarmi una parolina gentile.
Per trarne insegnamento: sei solo, fai da solo.
Allora ieri sera, visto che mi annoiavo ed ero da sola al mio tavolo, e avevo questo bel Cabernet davanti con tanto di luccichio sul collo della bottiglia ho detto vabbè. Avevo 72 bicchieri davanti perchè ogni bicchiere ha il suo uso e ho detto vabbè, prendo uno a caso almeno mi passa via il tempo (ma la festa non era male eh, anzi). Mi sono finita la bottiglia ed ero ancora lì, un po' ondeggiante ma a posto.
Poi il papà di Lui si è accorto, ho fatto un piccola figura di merda e mi sono dovuta fermare -e lì ho iniziato davvero ad annoiarmi-.
E poi mi è ritornato il senso di soffocamento, perchè quelli di lavoro mi cercano, perchè i bambini mi aspettano (e con loro quella schifezza della loro mamma) perchè ho un letto in questo numero civico.
E mi sento una merda, alla fine, perchè c'è sempre questo Vuoto enorme che mi gira attorno, questo buco per terra che mi segue e si allarga, ed io non faccio niente, ma veramente niente per saltarlo.
E quindi mi assento per un po', ho Fussli e Goya che mi aspettano con i fazzoletti in mano e tutta questa mole di libri per i prossimi, infiniti esami (che poi, Fussli non mi piace).
domenica, 27 luglio 2008
dovrei scrivere sempre le solite cose, cioè che dopo una settimana di vacanza in cui mi sono stranamente divertita sono tornata a casa sapendo di dover rimettere piede dentro casa mia, rivedere i miei, mio fratello che lavora e mia sorella che se ne frega (ho capito che ha una sua vita, ma perchè deve fregarsene pure lei di me e di tutti i casini marci che ci sono qui in casa?). I miei lavoretti del cazzo. I bambini. Lui. Mi sono sentita soffocare, e infatti poche ore dopo il mio ritorno eccola, l'ennesima cazzata.
In questo porcile da una vita e ci resterò a marcire ancora a lungo.
Ma non dico nient'altro. Non serve. Mi sono messa a piangere ancora prima di posare il culo sul sedile della macchina. E poi mi dice: che discorsi stupidi che fai, perchè sei invidiosa di tua cugina?.
Forse perchè mia cugina è l'esatto opposto di me, ha tutto ciò che vuole, il mondo in mano e di sicuro i suoi non si prodigano nel renderle una vita un inferno da quando era piccola. Vaffanculo, come faccio a non invidiarla.
giovedì, 17 luglio 2008
ma c'è qualcosa lì sotto che funziona. E' una forma di presunzione.Quando in mezzo ai momenti peggiori mi guardo e dico, vorrei sparire. Vorrei smettere di mangiare, vorrei lasciarmi morire, vorrei chiudermi in casa e lasciare che questa mia esistenza inutile e vuotissima finisca sulla moquette di camera mia, vorrei stendermi per terra e lasciare che mi si accumuli sopra un dito di polvere e che i ragni mi corrano sopra.E quando penso queste cose, lo vedo allo specchio, divento cattiva. Perchè,lo dico in franchezza, tutto sommato non credo di vivere per i motivi giusti...anzi, di motivi non ne ho proprio, neanche mezzo.
Poi però c'è qualcosa che mi funziona. La certezza che prima o poi arriverà il tempo giusto anche per me di riempire di calci il culo di qualcuno, il momento in cui la smetterò di farmi andare bene tutto e tutti e farò quel bel gesto del dito medio ritto come un palo... E' che ci sto arrivando.
lunedì, 14 luglio 2008
Veleno party.
pensieri random:
> non ce la posso fà. No. Mi fa fatica. Esistere, far finta, litigare in continuazione, studiare, vivere in questa casa, sentirmi dare dell'asociale perchè non parlo con la gioventù ma me ne sto in un angolo.
E non va bene così?? Odio le persone, detesto una percentuale altissima di miei simili e non vedo perchè io debba per forza far la fatica di conoscere.
La filantropia non fa per me. Quella è per Bill Gates, che è fortunato, cervellotico e sfondato di soldi.
>continuo a litigare a nastro con delle persone e non ne posso più.
>oggi ho iniziato il giro delle lauree. Una ragazza che conosco da una vita si è laureata con 110 e lode a neppure 22 anni in un corso a me incomprensibile pieno di chimica (un mostro, sant'iddio!...io, a lettere, arranco. Ma ti pare, giustizia zero) vicino a me una vecchia fetenziosa che nell'ordine mi ha impartito *dammi un piatto + riempimi il piatto + dammi una forchetta + riempimi il bicchiere+ perchè non mangi il melone? + e perchè non mangi neppure l'anguria?*.
Dio.
>E un flash. Per un attimo ho avuto le visioni, come Ally McBeal.
Io e non lei con la corona d'alloro, e intorno a me tutte le persone che mi stanno simpatiche come formiche nelle mutande (perchè di fatto c'è una limpidezza intorno a me che è pari a zero...dovrei motivare questa cosa, ma è lunga, lunghissima e mi fa venire il sangue acido).
Allora mi sono detta: quando fra un bel po' di tempo non quantificabile anch'io arrivero al traguardo, non sarà meglio che io ci vada da sola?
E qui subentra il premio Strega 2008 "La solitudine dei numeri primi", libro letto ancora a suo tempo, dove uno dei due protagonisti (matteo?mattia?) si laurea da solo.Va e torna a casa.
E cascasse il mondo, lo farei.
Non vedo perchè devo farmi un fegato grande come una casa dal momento che: i miei genistronzi saranno felici e gongolanti di questa figlia così brava, e del loro successo, certe signorine che dovrei ipoteticamente invitare e sulle quali nutro grandi dubbi mi guarderanno anche l'ultimo pelo sul braccio commentando a casa che *brutte scarpe che aveva*, altri diranno che tutto sommato, è LETTERE, suvvia, sono tutti capaci di fare l'università così, ma io sulle foto li avrò tutti, tutti lì sorridenti a far gli ipocriti in massa.
Questa enorme tentazione di escluderli per un giorno sacro dal purtridume della mia esistenza e lasciarli nel loro.
Ultimamente mi stanno annodando le budella per questo: perchè cerco, e trovo sempre meno. Perchè non è giusto che io non abbia niente e mi ritrovi a pensare che obiettivamente non me ne frega un cazzo di nessuno, ma veramente nessuno, perchè a chi tenevo io se n'è già andato per i suoi sentieri. Oppure ha un figlio.
Così mi giro attorno e trovo musi lunghi, persone arrabbiate, persone invidiose (incredibile, cos'avrò mai di invidiabile?) persone che non fanno per me.
In ogni caso, ho un esame a breve e vorrei passarlo, anche se obiettivamente non so niente e DIO GRAZIE che vado al mare fra pochi giorni. Chissà che nel frattempo esploda un'enorme tubatura qui nei dintorni.
domenica, 06 luglio 2008
ho trovato una canzone fantastica. E' italiana (e già lì dovrei storgere il naso, ma non lo faccio) ed è una donna (vedi parentesi di prima): Donatella Rettore - Dammi una lametta che mi taglio le vene.
:D
.....Dammi una lametta che mi schioppo le vene!...popoporopopopo...
Mia sorella, la saggia, dice che se le cose vanno a rotoli la Vita (V maiuscola attenzione, come se parlassi di un dio greco) vuole insegnarti qualcosa.
E' un atteggiamento che mi piace e ti predispone a prenderti i pugni alla bocca dello stomaco (i miei preferiti) con grande filosofia.
Da quello che mi sta insegnando la Vita in questo periodo è che devo avere un po' di più linguaccia. Non è un modo di dire ma la verità, perchè ultimamente vengo scavalcata, schiacciata, dimenticata, o come ieri sera mi tocca sentire infinite stronzate ( perchè non sono solo io al mondo a dire stronzate, ma tanta tanta altra gente) ed il mio sabato sera si risolve in uno squadrone di persone che mi stanno davanti praticamente a dirmi un po' di tutto.
......Dammi una lametta di mi taglio le vene! poropororopo...
Allora io non capisco perchè devo avere quel gigantesco rompi cazzo del genistronzo maschio per casa,
mio fratello che va a lavorare e tra poco sputa sui piedi a me perchè studio (dio santo, è nato negli anni 90) non capisco perchè devo avere fuori delle persone -*amici* è una parola che mi fa schifo, giuro- con quel piglio arrogante, non capisco perchè la Cheerleader da Natale l'ho persa non so dove non so come...
Ultimamente poi sto sempre male. Ogni tanto mi alzo la mattina e vado a vomitare, poi torno a letto e sto crocefissa lì per qualche oretta.
Dicono che è l'aria condizionata. Io lo chiamo anche nervoso.
venerdì, 04 luglio 2008
Un esame tra 10 giorni. TASSATIVO presentarmi.
Ho il sospetto di aver esagerato in palestra.... Ahia.