mercoledì, 28 maggio 2008
ma VEDI cosa mi da fastidio porcaccia di quella puttana che vado in un centro commerciale con mia madre e davanti ad un caffè ci mettiamo a parlare del nostro principale, forse unico, argomento di conversazione che è lui, il Vanesio.
Da 10 cazzo di anni, per più di tremila giorni, OGNI SANTO GIORNO io mi sento ripetere tutto il fango di questa casa di pazzi su quanto mio padre sia così, su quanto questa famiglia sia colà,ma cosa devo fare, ma secondo te se.... ma quindi.....eh ma sai.....,
e la frase mitica: VOGLIO FARE CHIAREZZA.
Tutta merda. MA VOGLIO CAPIRE.
Tutto schifo. MA VOGLIO FARE CHIAREZZA.
AIUTAMI A FARE CHIAREZZA. Dio santissimo ho meno della metà dei tuoi anni ED IO devo farti chiarezza.
Io mi mangio nervosamente le unghie perchè argomenti più interessanti, più necessari, più importanti, PIU' MIEI non vengono mai e poi toccati, solo quel lavaggio continuo e fastidioso del mio cervellino incancrenito fatto da una persona cui continuo a ripetere che ha fatto degli errori (eh no cazzo, santa lei! ma se una persona pecca per ingenuità o stupidità, non ha meno colpe degli altri, ha solo la colpa di essere STUPIDA, FORSE è ANCORA PEGGIO).
Io ho una famiglia di merda. Una dove hai paura ad esprimerti, una dove le tue cose non vengono mai affrontate dove i problemi della signora e del signore sono più importanti dei tuoi, una dove si menano, si sputtanano, si fanno guerre estreme da miliardi di anni.
Un posto dove non c'è posto per frivolezze. Per cose appena più leggere di quel sbatacchiare la testa contro i muri.
Dove se non c'è lui lei parla male e tutti quei blablabla di ore e viceversa. Dove io non la sopporto più perchè non mi da tregua. Mamma, cazzo, lasciami stare. Lasciami vivere per cortesia che tanto non ne vieni fuori, mi dici le stesse cose da troppo tempo e ormai mi vomito e mi rivomito io stessa dentro con il procedimento che hanno le vacche per digerire l'erba io ho l'anima che è un serbatoio duro di vomito che mi trabocca per ogni buco e che deve avere l'odore putrido di una cosa morta da tempo.
E davanti a questa ciclicità inesauribile di questi due pazzi stronzi che vivono malissimo eppure persistono in questa loro morte clinica per paura di spezzare la monotonia di questa invivibile situazione, davanti a questa cosa inerme e paralizzata, per una volta che sbotto mi ritrovo pure da sola sulle scale mobili del suddetto centro perchè lei, la madre, mi sta dietro di qualche metro mezza delusa, triste, incavolata, perchè per una volta ho sbottato.
Allora se sbotto, mi cucco pure la madre nervosetta. Incazzosa.Delusa.
Quando io vorrei solo un giorno di pace dove posso essere felice di una frivolezza, o ragionare dei problemi miei. Invece anch'io sono una creatura inerme che puzza di morto come loro, perchè a parte studiacchiare con la mia conosciuta verve, non faccio altro. Mi sollazzo. Aspetto che mi caschi lo spirito santo dal cielo. O di prendermi un'altra volta lo spigolo di Vanity Fair sotto l'occhio, lanciato forte, davanti al mio ragazzo, perchè si dedicano al lancio degli oggetti ed io ci finisco in mezzo (c'è di peggio, è uno sport domestico) ((potevano almeno spaccarsi gli occhiali da vista dopo la caduta. Mi sarei presa la montatura di Fendi. Invece no)).
Vorrei essere frivola, vorrei essere felice. Vorrei essere capace di essere felice.
Ma vige la regola che uno più urla più viene ascoltato. Sapessero quant'è falso.
martedì, 27 maggio 2008
ma parliamo di questa soddisfazione viscerale e massacrante di quando corro come una pazza sul tapis con la faccia paonazza e di quando sudo perchè oltre alla mia scheda abituale, già non simpatica, mi avanzano quei 10 minuti per fare pure un un po' di bike e di quanto io ami tremendamente mettermi in tuta e sudare in sala attrezzi senza nessuno intorno, senza nessuno che mi conosca e mi rompa i sacrosanti coglioni, senza esami, senza telefonino merdoso dietro, solo io ed il mio nervoso duro come un mattone nello stomaco (faccio ancora incubi assurdi e agghiaccianti) ma che bello. Solo vedere la mia sacca lì ai piedi del letto mi rallegra ;)
beh torno con la testa sui libri. Forza & coraggio.
domenica, 25 maggio 2008
1. se vedo uno che corre, non gli vado a chiedere informazioni. Fermerò uno che sta passeggiando, ma se vedo una che inizia correre vestita da culo con l'i-pod nelle orecchie e 60 pinzette in mezzo ai capelli, non la fermo. La lascio correre. Eccazzo.
2. io ed i miei 44 kg siamo inseparabili (no vorrei almeno 3\4 di più, grazie)
3. io e la mia vita di merda
4. io che, diciamoci la verità: ho trasformato le mie frustrazioni, la mia solitudine\ solitarietà (perchè tutto sommato il90% delle persone mi schifa quindi non stiamo là a far finta che io sia un animale sociale, non lo sono mai stato) nell'impressione malsana, autodistruttiva ed isolante che io sia migliore di loro.
Che poi, non ho alcunchè che mi faccia pensare davvero una cosa del genere. Nel senso che esistono milioni di ragazze infinitamente più gnocche della sottoscritta(*) gente più più PIU' in tutto quindi non ho i MEZZI concreti per dire "sono migliore di te".
Vabbè,io apprezzo le persone curate, con un attimo di cognizione delle cose che fanno e di come sono, persone che possibilmente dedichino il loro tempo a cose costruttive(**).
Tutto sommato, sono e ho praticamente niente (italiano sciolto)
Voglio dire, con che presunzione mi sento migliore di altre persone? Che poi so di non esserlo?
boh.
*: sono un cadavere pieno di ossa, sembro uno stendino della foppapedretti e porto con gloria questo fisico insignificante
**: sto pensando a personcine che conosco io che non fanno una mazza. Una ragazza ha la mia età e non fa nulla se non dormire mangiare e fumare. Neppure la patente fa, perchè le crea fatica. O_o
mercoledì, 21 maggio 2008
quanto ODIO i cellulari queste microspie bioniche che si permettono di fare fotografie
domenica, 18 maggio 2008
Giornata di cinema, risultato:
Lui mi piace e non poco (.......conosco una mora cicciona che forse condivide......):
Lui mi dispiace ancora che sia morto (non è giusto che il talento muoia)
E lei è gnocca :D:
Per il resto, sono vestita di giallo, ho fatto braccio di ferro con modesti risultati e questo muscolo inzia a suscitarmi dipendenza da quanto mi piace.
Ho sonno. Bye
lunedì, 12 maggio 2008
Altro che zen. A me di vedere l'amica con il figlio, di aver mollato alcune persone (ne ho due in mente, che con me si sono comportate da schifo) di sentire la cattiveria dei miei,di frequentare quell'università del cazzo, e per giunta vedere che stanno tutti meglio di me, io non ce la faccio.
Sono circondata da persone che non mi piacciono e non mi corrispondono, perciò niente va per il verso giusto (ed il fatto che mi abbiano quasi distrutto la macchina è un altro discorso) .
Lo so che dovrei solamente darmi una calmata, ma per ora non ce la faccio. Non ce la faccio proprio a guardare con indifferenza ciò che fanno o hanno gli altri, è una merda da dire, ma è così. Così mi incazzo come una bestia e sono punto a capo, spero per lo meno di diventare un animale (ma ovviamente non lo sarò, così mi ritiro nelle mie stanze, e starò lì, da sola ogni santo giorno come faccio da una vita. Au revoir).
giovedì, 08 maggio 2008
Arbeit macht frei.
Sto iniziando a guardare le casine. A pensare ad un bugigattolo di pochi metri da prendere in affitto, ad ammirare i terrazzini con le piante. Non posso andare a vivere da sola, per ora non ne sono in grado, tra l'altro non lavoro e mica campo dei bambini che tengo!E l'unviersità non la posso mollare, troppo tardi, finchè non la finisco resto lì. Ma io quei due là non posso reggerli ancora a lungo.
Lui è incazzato come una bestia con noi per tanti motivi, uno più orrido dell'altro e penso che se potesse farci morire un pensierino lo farebbe.
Lei si è spenta anni fa. Da qualche parte è arrivato uno spegnimoccoli e ha spento la fiammella. Però per fare qualcosa nella vita, dovrei lavorare. Perchè con un lavoro e con dei soldi, ho finalmente indipendenza, posso allontanarmi, inziare a sentirmi meno strozzata dall'infelicità altrui, smettere di farmi sporcare le orecchie e gli occhi da certe cose. Che poi, ho un fondo di odio.
Da qualche parte io sono furente, incazzata nera, acida da anni. Per quello probabilmente non ho grandi amicizie da tempo, ma solo tante ciance, tante persone piccole piccole. Io ce l'ho su fondamentalmente con tutti, perchè non capisco perchè IO sono giunta ai 21 anni di tedio dentro questa gabbia di matti, subendo le lune, gli umori e la stupidità di tutti, il disinteresse, perchè IO devo restarmene in un angolo a mangiarmi la pelle delle mani ed essere trattata con superficialità da certe merde a cui avevo dato tutta la mia fiducia ed il mio affetto. perchè IO devo sentirmi maledire e sorbirmi l'infelicità claustrofobica e dilagante di chi doveva garantirmi una famiglia decente e poi mi vedo i sorrisini e la spensieratezza di certe oche, di certi stronzi che non sanno ma parlano perchè hanno la bocca..neanche, hanno il buco del culo per farlo.
Perchè IO e gli altri NO. Perchè io sto lì a mangiarmi da sola, e gli altri tutti fighi, tutti pieni di soldi, tutti con qualcosa di decente cui aggrapparsi o qualcuno di cui fidarsi. Perchè quella biondina al matrimonio era nera come il carbone, firmata da capo a piedi, era frivola e sciocca e banale, ma aveva l'amichetta dietro e una 500 nuova di zecca.
Perchè alla fine sono tutta apparenza. Inganno perchè ho i ricciolini, perchè mi vesto bene, perchè sono magra e normale. Poi sentono che sorrido per finta, che in verità sono acida e maligna, sentono che io di divertirmi non ne sono capace e che preferisco vedere le persone cadere nella merda piuttosto che sentirle più felici di me. E lì vengo evitata (giusto,vorrei anche dire).
Una sola persona, simile a me, mi è rimasta vicino per tanto tempo.
Allora continuo così, a rendermi astiosa, a restare sola, a vivere della palestra, dell'università e di quei 4 soldi che mi guadagno e mi metto da parte . A restare a casa la sera perchè non posso uscire.
L'unica cosa che mi è venuta in mente, è di strizzare gli occhi, stringere i denti e andare avanti con gli esami, ad ogni costo. Appena so le date, inizio.
martedì, 06 maggio 2008
ho una settimana di pausa dalle lezioni. Ho detto:che bello. Ho più tempo. Studio, corro, faccio sport, tengo i bambini.
Ma ho delle serie difficoltà a sopravvivere dentro casa. Mi vengono i peli dritti quando vedo mio padre e dopo qualche parola di conversazione buia e ripetitiva con mia madre chiudo i discorsi e non parlo più. Mi viene un palla di astio e di vomito in gola che mi fa stare fisicamente male, qui dentro. Ho a che fare con due infelici bestiali chiusi in loro stessi che non sanno come tirarsi fuori dalla merda, e non fanno altro che prendere a calci me e quell'altro imbecille di mio fratello.
Io ovviamente sto inerme dietro ai libri. E quel solito mostro che mi mangia il fegato.
devo piantarla di cazzeggiare, porca merda.
E' che sti esami mi buttano giù, e se mi mettono online delle date precise c'è qualche speranza che apra un libro (come al solito ho un post-it con un elenco infinito di esami da dare entro i prossimi 3 mesi e owwiamente ne darò solo un paio perchè sono pigra e stupida).
Ma siamo in maggio. Che è un mese bellissimo. In maggio cosa si fa? Ci si mette in maniche corte? Si fa un po' di cambio degli armadi? (nel mio caso basta spostare qualche attaccapanni)
aaaah non so. Sono sempre sul chi va là. In attesa, di cosa non si sa, ma per non sentirmi uno schifo dovrei impiegare il mio tempo in maniera più utile (studiare, of course)