venerdì, 28 marzo 2008
parlato qualche ora con la mia parente in facoltà.
Quel posto mi risulta sempre intollerabile.
Sta università del cazzo. Dio voglio un lavoro.
Quella tipa di 500 colori dei Paramore ha una voce bellissima.
Sono in ritardo.
Quanto mi piace correre. Vorrei avere il mondo in mano (non sentirmelo sulle spalle).
giovedì, 27 marzo 2008
giornata uggiosa. Triste.
Ieri sera finalmente una bella notizia, con molta semplicità e con un bel brindisi mia sorella annuncia che si sposa!Mi sono perfino commossa e ne sono stata felice, davvero:).
Poi provvedono tutti nello spaccarmi i coglioni.
Mia madre che fa sempre la vagabonda perchè non sopporta di stare a casa, io che cerco quelle rotelle che il cervello di mio padre ha smarrito per casa, mio fratello che è un cretino fino al midollo osseo.
Come faccio a sopportarli.
Dovrei smetterla di intervenire. Devo rimanere con gli indici premuti nelle orecchie appollaiata sul mio trespolo in cima alla casa. Lasciare che se le diano di santa ragione con tutti corpi contundenti che trovano per casa (l'arma di oggi: la bottiglia del latte) e quando ho una qualsiasi funzione vitale da soddisfare tipo bere e mangiare, scendere.
Ma lasciarli fare. Invece, come le bambine, scendo e mi metto in mezzo.
{poi succede che siamo in salotto e davanti a terzi mi becco una rivista in faccia e mentre mi volano gli occhiali mi faccio pure il bozzo rosa sotto l'occhio.Non capisco perchè devo farmi rovinare così.}
In questo contesto, studiare diventa impossibile.
Arriva quell'altro a dirmi con cattiveria una cosa del tipo finisci quella cazzo di università inutile e va a lavorare così ti svegli. Purtroppo le schifezze dei miei parenti le devo subire, perchè ho la disgrazia di coabitarci e di avere qualche cosa in comune con loro, ma non capisco perchè mi lascio amareggiare così da una persona che mi sono trovata e scelta .
Non sono cose gravi. Non fanno poi tanto male, è che sono fastidiose, perchè sono continue.
Perchè non posso essere realmente contenta una sera della mia vita, senza che il giorno dopo ricominci la merda.
Eeeeeeeh, ma verrà il giorno in cui inizierò a fare il cenno con la manina, quello che significa *sciò*, ma prima devo essere auto sufficiente e avere una bella roccia dentro l'anima, perchè ora come ora sono utile ed efficace come un corpo morto ( ed è questo, che mi fa davvero davvero soffrire).
venerdì, 14 marzo 2008
cosa posso scrivere. Un bel niente.
Tanto per cominciare: invece di leggere Manzoni o ripassare il Romanico, sto dedicandomi alla lettura di un libro sull'autostima.
Giuro. Dovrei vergognarmene? Beh, mi sta ILLUMINANDO. Sta componendo pezzo per pezzo tante cose.
Ora che chiedo uno sforzo in più al mio corpo, crollo. Mi sento uno straccio, proprio oggi che volevo andare a correre (sto faticando incredibilmente a tenere la schiena ritta ed i gomiti piegati per scrivere. La testa mi pesa e ondeggia, ho il ritmo cadenzato e lento di una persona che dorme. Continuo a premere tasti a caso che non c'entrano niente robe del genere: =gjeh++!......................ù)
(Correre è qualcosa che sfiora la meditazione, come si fa non correre?)
Ma peso 42...forse 43 kg, come posso pretendere ancora di più?
L'universitas, si sa, si sta concretizzando in un omino muscoloso che mi spara contro. Mi manca una cosa fondamentale: la Concentrazione (e forse anche il Motivo)
Sto prendendo posizioni più marcate rispetto a certe persone...e questa cosa mi mette a disagio, perchè non riesco ancora ad essere trasparente come vorrei (ma come si fa a parlar male di una persona e andare a darle i bacini in faccia un minuto dopo??? no no, così non va, non lo voglio fare).
Bene, dette le mie cazzate del giorno vi saluto e vi aspetto domani alla stessa ora. Help.
martedì, 11 marzo 2008
da biondo rame a... rosa. C'è una sostanziale differenza.
giovedì, 06 marzo 2008
Linea77 -Il Mostro [Arriva il mostro e tutti applaudono!!] + 30 seconds to mars [mi stufano dopo 30 secondi di canzone]
proprio furba io, a lasciare gli esami più di merda alla fine (fine??!! di cosa?).
Oggi avrò una giornata di merda che inizierà con scatto alla risposta alle 15 del pomeriggio, devo tenere i miei diavoli di 4 e 8 anni fino a notte fonda (leggi: parrucchiere ed esaurimento nervoso).
Come se ieri non li avessi tenuti nel pomeriggio (leggi: si esce venerdì sera) come se domani non dovessi andarli di nuovo a prendere a scuola (leggi: risparmi e tentato suicidio).
Detesto quelli che vivono completamente a spese di mammima e papino, almeno io, a differenza di qualcun altro che conosco, non vado in vacanzina con gli amici a spese loro, ogni euro è un pomeriggio che passo ad accudire due pesti e sono soldi miei, tutti, guadagnati e gestiti con cura. Non viaggio, non mi compro le cose che mi piacciono -giustamente mi sono fatta soffiare da sotto il naso una borsa bellissima nonchè introvabile, 90 euros signori, vaffanculo- e poi mi dicono bella vita che fai.
Prima ti fai la bella vita che faccio io, eppoi la smetti di salassarmi le palle, grazie.Saranno solo due bambini e pochi soldi guadagnati e messi da parte, ma è questione di principio, perciò fanno la differenza.
(e chissà che venga un crampo al culo di quella che gira con la mia borsa,messa magari sull'incavo del gomitino che fa très chic come fanno tutte le esaltate di questa città di mmerda,tzè)
domenica, 02 marzo 2008
penso che sia colpa sua. Di lui, in particolare, se sono così. Perchè avere due genistronzi come i miei è dura. Ci sono disagi più grandi, problemi più profondi, disastri più taglienti, va bene. Ma il mio, di problema, resta *mio*, perchè lui, il genistronzo maschio in particolare, oltre a sputi e botte, ho visto le urla, l'ho visto con la faccia sconvolta da pazzo, l'ho visto rosso e gonfio, l'ho visto urlare, deridere, l'ho visto lavarsi la faccia dall'acool chiedendomi aiuto perchè mia madre gli aveva versato addosso una bottiglia di alcool , di quelli rosa per pulire, così, in simpatia. Il giorno dopo mia madre aveva un braccio fasciato, così in simpatia.
Lui è quello che se è nervoso per i cazzi suoi, vagamente frustrato, torna a casa e ti pianta la grana per le cazzate, scatena il putiferio per una parola, per un gesto.
Parla al plurale (*voi*, non *tu*) e soprattutto, una cosa che proprio mi fa saltare i nervi, mi rovina i pasti.
Ogni santo giorno nella mia vita da 10 anni a oggi lui si siede a tavola e qualsiasi cosa io abbia in bocca me lo fa finire di traverso. Perchè si litiga, si urla come pazzi, ci si picchia, ci si insulta (*zitta, deficiente!* a mia madre) sempre a tavola.
Sempre. Ogni giorno. E' un tedio assillante ed infinito, una tortura protratta per un cervello sfinito.
Il genistronzo è convinto si essere nel giusto. E' maschilista, e non sa scindere in maniera elementare il giusto dallo sbagliato. E' caparbio per stupidità, pecca di profonda ignoranza. Ha una lingua che è sporca e tagliente, ma lui E' giusto.
A prescindere.
Ha un pugno di mosche in mano, ma lui *non si piega mai*, attenzione.
E quello che mi fa più schifo, è che dopo che penso questo, devo chiamarlo Papà. Quel nome tenero e simpatico, semplice, rimbalzante, quell'appellativo ogni giorno. Papà.Lui.
E lui dopo che sputa sopra mio fratello, che è un pezzo della mia carne e qualche litro del mio sangue, che è un coglioncello, ma mio Fratello, dopo che ne ha fatte di cotte e di crude, dopo tutto questo, viene a darmi i bacini in testa. *Non è mio figlio*.
Che mi fanno rivoltare lo stomaco, perchè li sento falsi (sono buona, silenziosa, non creo problemi e vado all'università, ho quanto basta per essere figlia sua a pieno titolo, sai che onore)
Dopo tutto questo, lui si spacca la schiena perchè inizia ad avere i suoi anni e mi tocca vederlo in ginocchio davanti al letto e mettergli la crema sopra il culo e fargli pure il massaggio. Lo vedo piccolo e vecchio, e devo mettergli la cremina sulla presunta ernia.
Quindi ritorno al punto di partenza: all'origine della mia struttura traballante, alla base dei miei problemi, c'è anche lui,e tutto il resto, perchè ho avuto una famiglia marcia e questo mi ha dato un senso di insicurezza, di precarietà, di vuoto, che mi è addosso come un'ombra, come un neo che mi segue e mi porto dentro, un piccolo mostro che mi mette in crisi con me stessa e con gli altri, perchè l'amore non è un istinto naturale,macchè, l'odio è naturale ma l'amore no va insegnato, va imparato.
E forse è proprio quella la genesi, l'errore, che un uomo, un omuncolo che non sa rapportarsi e non sa neanche che definizione ha, una famiglia, ne abbia fatta proprio una con una donnina bionda, carina e magra, messa dentro un castello, con una figlia sua, dell'omuncolo, e di un'altra donna con i capelli scuri e di rara bruttezza, piazzando altri due bambini così carini, uguali, ricciolini, biondi, magrolini. Una famiglia di ben 5 persone, tutti dentro al bel castello, a marcire in compagnia, chissà perchè mi ricorda un po' il Conte Ugolino nell'Inferno dantesco,
è uno dei miei preferiti.
LA DOMENICA
E' UN GIORNO DI MERDA
Una volta avevo la sindrome del lunedì mattina, ora non più (ho la sindrome del sabato mattina semmai).
E' che voglio lasciarlo, in tronco, il prima possibile, perchè è un rapporto ridotto a brandelli che non ha più niente, ed io una persona così non la voglio più perchè non è fatto per me -e viceversa-.
Ma come si fa?
sabato, 01 marzo 2008
Sono contenta quando posso scrivere. Quando posso disegnare, o scattare una foto. Sono contenta quando studio qualcosa che mi piace, quando supero un esame con un voto decente, quando sfoglio quelle due paginette del mio libretto universitario (è una consuetudine giornaliera per rinvigorire il tedio del martirio). Quando farfuglio cose senza senso a Marta :D o parlo x msn con qualche bella creatura.
Quando mi ordino una birra o quei long drinks costosi ma buonissimi e alcolicissimi (ho scoperto di essere un'alcolizzata a 17 anni e di lì manterrò fieramente il vizio, tiè ).
Sono contenta quando mi guadagno i miei soldi e li spendo sapendo di non averli chiesti a nessuno.
Quando mi compro qualcosa che mi piace. Quando mi sveglio la mattina e mi vedo non bella, ma almeno passabile. Sono felice quando vado in palestra, non per il mio fisico, quello fa ancora più schifo :°D perchè attraverso il sudore e lo sforzo sfogo il nervoso, e di nervoso ne ho tanto.
Sono contenta quando so di avere davanti un'amica che mi fa ridere.
Quando mi sento onesta, qualità che manca prima di tutto verso me stessa. Quando fuori c'è il sole.
Contenta quando so di avere qualche prospettiva nel futuro, quando ho fiducia in me stessa (me la merito tutta, ma proprio tutta) contenta se la laurea si avvicina e forse un domani migliore.
Insomma, tutto per dire che ogni tanto c'è speranza anche per me;) bisogna dirlo ogni tanto.