mercoledì, 31 maggio 2006
Guardo Notting Hill e, per un film che neppure mi piace, mi deprimo.
E sto con la testa appoggiata sulle sue gambe a pensare a quanto io conosca bene le sue reazioni, i suoi modi di fare. Di come io desidererei cose che di fatto non arrivano mai .
Mi piacerebbe che mi accarezzasse. Che ogni tanto mi prendesse alla sprovvista con un bacio. Che mi toccasse con quella sorta di ammirazione e di silenzio che teoricamente i ragazzi veramente innamorati hanno.
Di quanto mi piacciono i baci sulla schiena e non arrivano mai. Le carezze sono il peso della mano lasciata cadere a 5 cm dalla testa...una pacca.
Quando la persona che ami ti sorprende con qualche gesto. Fa l'amore in maniera diversa. Sicuramente non come me che cerco conferme nel momento sbagliato e strizzo gli occhi davanti al mio corpo sapendo che quattro ossa in croce senza seno non fanno gola a nessuno...e percependo che lui di sicuro non ci perde la testa. Macchè.
Quando ti senti incapace di fare l'amore, completamente goffo e fuori posto. Fa schifo, assicuro. Che ti rivesti dopo un secondo.
Io sono fatta così. Con la merda di cuore infantile che ho, giusta pena per la mia paura di vivere che mi ha lasciata più indietro di altri, io ho bisogno dei piccoli gesti. Se a me i baci, le carezze, le parole piacciono e sono unilaterali (da me, ovvio) e ne ho una sete terribile.
Però sto diventando ferrata sulle delusioni. Le sto digerendo, un po' tutte, davvero...forse diventerò una persona delusa, categoria interessante di persone, ma non mi va più di stare male, davvero. Vorrei stare bene, anche delle più grandi cazzate.
E poi so che mi vuole bene.
Ma mi vengono dubbi sull'amore. ho anche qualche mia motivazione dettata dal passato che non mi va di tirare fuori. Quella è una parola forse grossa. Così mi scende la solita patetica lacrimuccia da un occhio vitreo, ma resto con la testa al solito posto che non si vede.
martedì, 30 maggio 2006
mi fa schifo vivere in questo posto di merda dove, ed è vero, la donna in quanto tale viene svilita al O Hai - O La Dai per cui siamo un branco di sole gambe aperte perchè il mondo gira in quel senso cretino e misero dove se possiedi un pene dalla vita hai già ottenuto tutto.Quando c'è un Oliviero Toscani che si dichiara apertamente maschilista basandosi sul semplice fatto che non esistono donne significative nel corso della Storia.
Dove se c'è un Dante ed un Fermi, non c'è nessun corrispettivo con un utero.Quando il cretino sopracitato non pensa che dal Peccato Originale di Eva che mangiò la mela la società E' patriarcale e maschilista, che la donna è sempre stata demonizzata e svilita, nei suoi diritti umani civili e politici, quando non potevamo votare, espiavamo pene più severe di altri quando per dei corni ci rasavano e ci marchiavano di A rosse come le vacche o si mettevano al rogo perchè streghe, perchè colte, perchè libere.
Ammetto di considerare il mio genere abbastanza stupido, perchè ci facciamo significativamente prendere in giro, facciamo scelte sbagliate, perchè o c'è il cuore o c'è la meschinità di chi sfrutta l'unica cosa che può farla andare avanti, e quindi il Sesso la fa e la farà sempre da padrone. A me non piace, vedere ragazze oche giulive che fondano la loro vita sul solo fatto di piacere in quando belle. Le considero molto, molto sciocche.
Vivere del solo riflesso in uno specchio è cretino per definizione.
A me di vedere una donna laureata che resta ferma ad un impiego e non sale, mentre il collega laureato scala le cime, dà fastidio. E ho fiducia che come oggi, piuttosto che ieri, abbiamo qualche gonna in più in giro per il mondo che non sia l'ennesima Velina che fa sbavare quattro cani in calore bensì qualcuno che è al governo, che è il alto, che FA , anche domani sarà così, e anche meglio. Perchè tra chi sbava con i pantaloni che gli tirano su un paio di tette gonfie e chi le mostra non c'è alcuna differenza, ma fra chi usa l'intelligenza e va avanti, quella alla fine vince. Talvolta, anche se è (S?) fortunatamente DONNA.
mercoledì, 24 maggio 2006
io e le mie paure folli, stanno aumentando e uscendo da ogni parametro di normalità, arrivo ad avere timore del buio, dei cambiamenti (sempre avuta) di svegliarmi la mattina nel mio letto di perdere tutto di soffrire
lunedì, 22 maggio 2006
contro ogni mia previsione si sta stufando la voragine che si
spalanca
sto ancora maledettamente MALE. io SOFFRO. Cazzo non ne posso più.
Questo dolore brucia e piango. Tutta oggi. Sempre.Questo topo che rosicchia. Sotto il sole, l'erba sotto i gomiti, amici che giocano a calcio, ed io là, senza energia, incapace di far niente, l' ameba di me stessa che si sente rosicare. Non capisco cos'è.
E' che ho paura. Una gigantesca paura di soffrire, e finchè non sarò così matura da accettare di provare liberamente dolore, le lacrime, i distacchi, i vuoti, non sarò mai capace neppure di essere veramente felice
lunedì, 15 maggio 2006
facciamo così, per una volta: giro le carte dall'altro lato. Posso dire delle belle cose. Ogni tanto raro ma succede, sono capace di essere felice.
Ho 20 anni (quasi). E vedo che più cresco più si forma qualcosa di piccolo e magro, ma pur sempre qualcosa.Dal primo giorno in mezzo a quell'aprile 2005 che ho aperto gli occhi sotto un anomalo sole caldo e Andrea mi ha rivolto la parola, non me ne sono più separata...e la mia vita è cambiata. Quella mattina mi sono svegliata vecchia e sono andata a dormire nuova, senza saperlo.
Ho imparato mille cose nuove. Ho imparato ad amare, a farmi baciare, ad avere due mani da uomo strette sotto la pancia se piangevo. Sono arrivata perfino al punto di pensare alla prole. Io. per la prima volta ho pensato a come potrebbe essere mio figlio: e l'idea mi è piaciuta.
Con un paio di occhi azzurri ho dato un senso enorme alla mia vuotissima esistenza
anche se non riesco bene a scrivere. Ora vorrei sapere PERCHE' ho questi due grandissimi CRETINI quali sono i miei genitori. Per colpa loro ho sempre avuto e ho tutt'ora PAURA.
A 20 anni ho sempre e solo PAURA.
Ho paura perchè sono instabile. Perchè nei sentimenti sono fragile quanto una bambina, perchè non sono capace di voler bene se non dando l'anima in una maniera ingenua e infantile, perchè diffido sempre e comunque, perchè dipendo completamente dalle altre persone, ne faccio una dipendenza totale sapendo che, nel caso mi venissero a mancare, cadrei di netto nella depressione spezzandomici l'osso del collo.
Perchè ho una famiglia rotta e marcia fino all'osso, piena d'incoerenza, stupidità e cattiveria, la cattiveria che deriva dall'ignoranza e dall'egoismo. E' incredibile come per due mostri di stupidità si possano rovinare 3 vite insieme.
Una madre infelice, depressa, stronza, una a cui hai paura di raccontare qualsiasi cosa, una che se ti vede piangere perchè il ragazzo che ami ti ha lasciata ti manda a cagare, pretende che tu stia a casa- a fare cosa?-, torni presto la sera, si preoccupa solo che studi e che studi che studi e poi che studi. Sono infelice ma studio.
Vorrei continuare a fare l'università, ma non potrei.Non è la scelta più giusta.
Lui che se gli comoda la protegge e se gli diciamo -papà, per piacere dacci una mano anche economicamente parlando- per un totale di 26 euro lordi a due figli, non a testa, ma totali (!!!!???) ci risponde:
noi siamo genitori: dovete chiederci scusa. Non vuoi darci una mano?
MA DIO PORCOOOOOOOOO!!!! dopo che lui ci viene a dire datemi una mano con la mamma, cercate di datele una calmata.
Li ho sentiti insultarsi in ogni modo, impazzire, rovesciare la casa, picchiarsi, li hi visti al loro stato più infimo, basso, schifoso del loro essere persone, ridotti alla merda nella merda.
Più che figli dobbiamo essere schiavi. Sanno solo dire NO.Sempre. Farci vivere di privazioni. Creano tensione in casa e nessuno vuole entrarci, neppure noi che ci abitiamo. C'è silenzio, angoscia.
Non hanno amici. Non hanno neppure più parenti. Sono completamente isolati, soli.Non hanno la capacità di sorridere, ridere. Non puliscono, faticano a cucinare per noi. Non organizzano mai niente. Litigano. Fanno stare male, tutti, in continuazione.
Non ti consolano.
Non ti stanno vicini.
Ti fanno piangere.
In pratica, sono tutto meno che genitori. Mi servono a vestirmi e a nutrirmi, la loro funzione finisce lì.
Non li odio: li disprezzo.
mi domando come a 50 anni passati si possa essere ancora bambini di 6 cazzo
mercoledì, 10 maggio 2006
Piuttosto che pagare tre mesi di palestra, impiegherei quei soldi (come sempre non miei ma della Domina Signora Madre) per pagarmi un cazzo di strizza cervelli.
Mi è successo di nuovo.
Solito senso perpetuo d'inadeguatezza. Di sfiga che incombe. Di paura dell'ignoto. Grandissima abilità suicida all'adattamento rapido a qualsiasi merdosissima situazione.
Così per gli ultimi 4 anni di dipendenza da un soggetto nero maligno e cocainomane (non lo dico con dispezzo ma con constatazione) di nome Giorgia. Così in totale dipendenza mentale da andrea.
Cosciente del fatto che non sono autosufficiente. Sono una metà che cerca di completarsi per stare bene.
In pace.
Avvelenata. Sono prostrata dalla mia stessa, incredibilmente distruttiva, testa mitomane.
Il mio peggior male è quel sibilo perpetuo che è la compagnia di me stessa.
Il sapere che come in un girone dell'inferno dantesco, condannata per antitesi o somiglianza al mio personale esercizio del contrappasso, cammino in completa solitudine, in compagnia totale della mia stessa persona, e questo Male mi mangia il cuore e lo stomaco millimetro per millimetro si attutisce solo in compagnia degli altri.
Ma tornerai a dormire la sera con te stesso quindi solo.Lì fai i conti con le tue giornate.
Ma quello di cui hai più bisogno è ciò che in assoluto non ti puoi permettere. E' come essere secchi come prugne e avere una sete bestiale, camminare in mezzo ai mari senza poterne bere.
Un paragone così del cazzo.
Così come sono faccio del male. Instabile. Nervosa. Maniacale. Incapace in ogni cosa per goffaggine e paura. Terribilmente incompleta tagliata a metà, piena di desideri dai più fatui a quelli più grossi da portare al collo.
Così io sto male. Ma non sto scherzando. Arrivo a degli apici dove uscire dal portone di casa, mi addormenterei su qualsiasi superficie piana senza mai più risvegliarmi.
E ogni notte della mia vita sporca di sangue nel fondo di un fosso a morire rapidamente senza dolore.
La scuola un tempo metteva un cuscino sopra tutto questo. L'università l'ha tolto, e resto impassibile di fronte allo scheletro di una vita senza risorse (la mia). Ho il terrore marcio quando farò i conti con tutta questa precarietà
e non so mai come venierne fuori
domenica, 07 maggio 2006
domani mi boccia